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Tecniche scout |
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Come trovare a nostra posizione
Prima di tutto è opportuno dare la definizione di azimut: l’azimut è un angolo che ha te per vertice, mentre i suoi lati sono l’asse nord-sud e la linea che ci unisce al punto di cui vogliamo conoscere l’azimut. Sappiamo che ovunque ci troviamo c’è un asse nord-sud che ci "attraversa" e questo ce lo da la bussola. Ad esempio ci troviamo ad un incrocio (figura 4.1) e da questo vediamo un campanile.
Figura 4.1
L’azimut del campanile è l’angolo che ha come vertice la nostra posizione e come lati l’asse nord-sud che ci da la bussola e la linea immaginaria che unisce noi al campanile. Ma come si determina un angolo azimutale? Ovviamente...con la bussola! Innanzi tutto illustro come si apre e si tiene la bussola. Si apre il coperchio a 90° circa e la lente a 45° circa (figura 4.2).
Figura 4.2
Con una mano si infila il pollice all’interno dell’"anello" tenendo il resto delle dita sotto la bussola (figura 4.3).
Figura 4.3
Porta ora la bussola all’altezza degli occhi e con il mirino punta verso il punto di cui vuoi conoscere l’azimut stando bene attento che questo sia "tagliato" a metà dal filo sul coperchio e che il filo si trovi al centro della tacca posta sul mirino-lente (figura 4.4).
Figura 4.4
Una volta traguardato l’obiettivo bisogna stare immobili con il piano della bussola ben orizzontale. Guardando ora il piano della bussola si potrà leggere un numero. Questo numero corrisponde all’ampiezza dell’angolo in gradi (esempio figura 4.1: 55°). Esistono però due tipi di graduazioni:
Entrambe le scale sono numerate in senso orario. Ogni grado della scala sessagesimale corrisponde a circa 18 millesimi della scala millesimale. Eccoti una tabella delle corrispondenze:
Adesso che sai trovare un azimut con la bussola sei anche in grado di fare la triangolazione, ossia trovare la tua posizione sulla carta. Per fare ciò però dobbiamo prima orientare la carta, e questo lo sappiamo già fare. Orientata la carta bisogna riconoscere almeno tre punti di riferimento che possono essere vette di montagne, casolari, paesi, ecc.
Questi tre punti devono essere ben visibili a vista e devono essere segnati e riconosciuti sulla tavoletta. Facciamo un esempio: ci troviamo in aperta campagna e riconosciamo a vista il monte X, una chiesetta e un casolare. Li cerchiamo sulla tavoletta attraverso gli appositi segni convenzionali (vedi planimetria). Abbiamo ora i nostri punti di riferimento e dobbiamo, per ciascuno di questi, misurare l’azimut. Supponiamo che puntando il casolare la bussola ci dia un azimut di 10°. Potremmo anche dire che una persona, puntando noi dal casolare, legga un azimut di 190° ossia l’azimut reciproco di 10° (basta aggiungere 180° quindi 10° + 180°). Dopotutto è logico che se una persona rispetto a noi è a nord, automaticamente noi rispetto a lui saremo a sud! E tra nord e sud nella scala sessagesimale ci sono 180°. Tracciamo allora sulla nostra carta, partendo dal simbolo del casolare, una retta corrispondente ad azimut 190°. Lo facciamo in questo modo: si fa coincidere il centro del goniometro (che se non ci hai mai fatto caso conta proprio 360°!) con il simbolo del casolare, stando bene attenti che l’asse del goniometro 0-180 gradi sia perfettamente parallelo all’asse nord-sud della cartina orientata. Quindi si fa sulla cartina stessa (a matita) un segno in corrispondenza di 190°. Quindi uniamo questo segno con il simbolo del casolare ed il gioco è fatto!
La nostra posizione si trova lungo questa retta. Ora basta ripetere la stessa identica operazione misurando gli azimut degli altri due punti di riferimento: la vetta del Monte X e la chiesetta. Supponiamo che siano:
Figura 4.5
Tracciamo le rette sulla carta. L’incontro delle tre rette ci darà la nostra posizione. Se la coincidenza sarà perfetta sarai stato veramente in gamba, ma è probabile che le tre linee non si incontrino in un unico punto ma formino un triangolo. In tal caso considereremo il centro di questo triangolo. Se però questo risultasse troppo grande e quindi poco attendibile, è probabile che siano state sbagliate alcune operazioni. Due ultime nozioni. Se noi leggiamo un azimut superiore a 180° è evidente che andando a calcolarne l’azimut reciproco andremmo oltre i 360° che rappresentano il massimo azimut (esempio: 190 + 180 = 370°?!?!?!). La regola in questo caso è semplice. Se l’azimut da noi misurato è maggiore di 180°, per calcolarne il reciproco anziché sommare 180 dovremo sottrarre 180. Nell’esempio 190 - 180 = 10°. L’ultima nozione è un piccolo stratagemma per risparmiare una traguardazione. Se siamo certi di essere su una strada o su una mulattiera o sentiero e riconosciamo questa sulla carta, basterà puntare due punti e non tre. Questo perché il terzo riferimento sarà la strada. In parole povere noi avremo la certezza di stare sulla strada ed è come se avessimo la certezza di stare su una delle tre rette. |