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Il telegrafo

 

Per molto tempo l’uomo ha avuto a disposizione solo metodi di segnalazione acustica e visiva, come le luci dei fari o il suono delle campane delle chiese. Ma nei primi anni del secolo XIX la comprensione dei fenomeni elettrici e magnetici aveva fatto tali progressi da rendere possibile l’uso della corrente elettrica per comunicare tra due stazioni separate: era iniziata l’era del telegrafo.

Nel 1825 l’americano Morse realizzò il primo telegrafo (dal greco telos = lontano e grafo = scrivo). L’apparecchio era così congegnato: la corrente elettrica di una batteria passava attraverso un’elettrocalamita e faceva muovere un pennino su un pezzo di carta. La carta era avvolta su un rullo, e a mano a mano che il pennino scriveva, il rullo girava srotolando il foglio di carta. Era un po’ troppo pretendere che la macchina scrivesse i suoi messaggi usando l’alfabeto, perciò Morse inventò un alfabeto speciale fatto tutto di linee e punti combinati assieme. La trasmissione dei segnali elettrici, che poi il pennino cambiava in linee e punti, avveniva premendo un tasto: premendolo poco si otteneva un punto, premendolo un po’ di più una linea. Quando invece non si premeva, la parte posteriore del tasto toccava un contatto che stabiliva un collegamento con il ricevitore il quale poteva a sua volta mandare il messaggio. Tutto qui. Semplice no? Tanto semplice che vi insegnerò a costruirvi un telegrafo. Ma prima che Morse ci pensasse, quanta strada si doveva fare per dire solo: “Arrivo alle sette e mezzo”!. Pensate a che cosa succederebbe se non ci fosse il telegrafo: le notizie impiegherebbero molto tempo ad arrivare, ed alcune non arriverebbero addirittura mai, come in caso di naufragi, di calamità naturali di grosse dimensioni o addirittura di guerre. Non cadete anche voi nell’errore di pensare che ormai, con l’avvento dei telefonini, il telegrafo sia sorpassato. Niente di più errato!! In caso di disastro o guerre, la prima cosa ad andare fuori uso sono i telefonini, e in primo luogo i cellulari. Vuoi per l’affollamento delle linee e dei ponti telefonici, vuoi per la caduta degli stessi. Quindi spessissimo le speranze di un soccorso e in alcuni casi di localizzazione, sono tutte affidate al vecchio, ma affidabilissimo telegrafo. Abbiamo visto tutti un telegrafo in funzione, vero ragazzi? Bene, imparate il codice Morse – di cui vi do i segni principali – e potrete iniziare a trasmettere con il telegrafo che vi insegnerò tra poco a costruire.

 

 

 

Come costruirlo

 

Materiale necessario:
- Un pezzo di legno di cm 20x30 e spesso 2 cm
- Una lampadina per torcia elettrica da 1,5 V
- Un pezzo di latta (per esempio una scatoletta vuota)
- Due viti da legno
- Una pila da 1,5 V
- Filo elettrico a due conduttori
- Nastro isolante
 

Tagliate il pezzo di latta e piegatelo come mostra la fig. 1. Fissatelo con una vite, e collegate poi anche l’altra vite come mostra la fig. 2. Sempre basandovi sulla fig.2, praticate un foro nel legno, senza però attraversarlo. Mettete nel foro un altro pezzo di latta: servirà per stabilire il contatto con la lampada. Ora praticate un altro foro, più piccolo, per il filo (vedi fig. 3). Prendete il filo e con un temperino mettete a nudo i due conduttori per circa un centimetro. Adesso collegate uno dei due fili al pezzo di latta e legate l’altro intorno al bulbo della lampadina (fig. 3). Fissate ora nel foro, con del nastro isolante, la lampadina, accertandovi che essa tocchi con la base il pezzo di latta ( fig. 4). A questo punto non vi rimane che installare la pila elettrica e per far questo studiare attentamente le fig.4 e fig. 5. E’ evidente che l’amico con cui volete comunicare deve avere un apparecchio uguale a questo, altrimenti sarebbe come pretendere di telefonare a uno che non ha il telefono! E adesso? Adesso dovete, voi e l’amico, imparare molto bene l’alfabeto Morse che trovate in questa pagina. Dopo di che potete cominciare a comunicare in gran segreto. Premendo il pulsante si accenderà la lampadina nell’apparecchio dell’amico, il quale si metterà in attesa dopo avervi segnalato che ha “ricevuto”. Alternando i punti (ottenuti toccando appena il pulsante) alle linee (premendo un po’ di più) secondo l’alfabeto che voi soli conoscete, sarete in grado di trasmettervi messaggi. Dovrete, ovviamente, tenere vicino all’apparecchio un taccuino e una matita, per segnalare i messaggi; inoltre, per non far confusione fra le varie linee e punti, dovrete avere l’avvertenza di separare ogni lettera Morse dalla seguente con una sbarra verticale.

 

 

 


 

Segnalazione

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