| Tecniche scout |
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Vomito, diarrea, mal di pancia
Sono
disturbi spesso associati fra loro, tanto frequenti che ciascuno di noi li
ha più volte sperimentati nella vita, e le cui cause sono variabilissime
talvolta anche molto gravi. Non è compito di questo manuale insegnare a
distinguere fra le cause gravi e quelle non gravi: a ciò deve pensare il
medico e il buon senso consiglia di chiamarlo ogni qualvolta i disturbi
siano prolungati, o non abbiano una evidente spiegazione (es. vomito per
indigestione). Tuttavia sarà utile, per sapersi orientare, possedere
qualche nozione informativa. |
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Il vomito
Consiste nell'emissione brusca, dalla bocca, del contenuto dello stomaco:
alimenti più o meno digeriti, oppure liquido acquoso (succo gastrico),
talvolta tinto di giallo. |
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La diarrea
E' la
scarica di feci di consistenza liquida. Anche questo disturbo può essere
la conseguenza di cibi o bevande troppo fredde o di semplice esposizione
al freddo, associandosi magari a mal di pancia "a passate". Sono utili
bevande e alimenti "astringenti": tè, limone, riso ben cotto. |
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Il mal di pancia E' il segno più noto che qualcosa non va nell'addome. Non deve mai essere sottovalutato, senza creare inutili allarmismi. Quando è particolarmente violento assume il nome di "colica" e si può accompagnare a vomito (alimentare prima e poi di succhi gastrici), a diarrea o alla paralisi intestinale (il malato non fa più feci né gas), alla febbre che non sempre è alta. Il paziente può essere agitato, sudato, con cute fredda, può torcersi dai dolori che possono essere "continui" o a "passate". Sarà il buon senso a suggerire l'opportunità o la necessità di una visita del medico soprattutto per l'entità del dolore, la sua durata e i sintomi associati: si tenga presente che non esiste uno fra questi la cui assenza o presenza permetta di escludere o confermare inequivocabilmente la malattia grave. Durante il mal di pancia, specialmente quando non è lieve, è necessario astenersi dal dare cibi o bevande o purganti; il malato deve essere tenuto a riposo, ben coperto e tranquillo; borse di acqua calda sulla sede del dolore sono utili in caso di coliche renali o epatiche, ma la diagnosi deve essere certa e non coesistere febbre.
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