Rinascita e fondazione del Catania 14 (parte prima)

 

 

Finita la guerra, Giuseppe Guzzi promuove (primavera 1945) una serie di riunioni presso la sede dell’Arcivescovado, allo scopo di coagulare attorno a sé un gruppo di capi vecchi e giovani e avviare la rinascita dell’ASCI. A queste riunioni partecipano fra gli altri, padre De Luca, Mons. Coppola, Toscano e Agatino Sapienza. Questi, studente al 4° anno in medicina, è delegato aspirante dell’ACI, presso la parrocchia SS. Cosma e Damiano. Quasi tutti i capi di questo periodo provengono dall’ACI. I problemi da risolvere sono molteplici: dalla formazione dei capi, ai collegamenti con la sede centrale e alla costituzione dei gruppi. Si decise di mantenere la vecchia numerazione per i gruppi anteguerra a cui aggiungere i nuovi, man mano che i parroci ne facessero richiesta. Al gruppo scout della parrocchia SS. Cosma e Damiano è assegnata la denominazione "Catania 14°". Bisogna precisare che a Catania non esistono tutti questi gruppi (si arriverà sino a Catania 22°), in quanto molti resteranno nelle intenzioni, altri vivranno l’arco di una stagione.

 

I primi tempi sono duri. Tutto deve essere costruito: dalle tende alle divise. Un ostacolo è rappresentato dallo stato di precarietà finanziaria in cui versa la maggioranza degli iscritti, sopperita dalla grande volontà di lavorare e costruire. Nel riparto CT 14° si organizzano spesso delle lotterie e pesche, allo scopo di racimolare qualche lira. Queste iniziative non sono molto fruttuose, in quanto sono organizzate anche dalle associazioni della parrocchia.

 

L’uniforme scout in questi primi anni è un ibrido delle più disparate divise militari, adattate e trasformate. Il camiciotto di Sapienza era quello dell’Africa Korps, al quale, tolti i simboli del terzo reich, egli cercò di nascondere l’alone rimastovi della svastica con il giglio ASCI. Il "magazzino" scout è quello delle bancarelle di Piazza Carlo Alberto (‘a fera o luni). Di solito si andava a gruppetti e con aria di noncuranza si cercava di abbassare i prezzi per quelli articoli che potevano servire (zaini, teloni mimetici, camiciotti, scarponi ecc.). Un giorno fu trovato uno stock di cappelloni neozelandesi, che lavati, sgrassati e … raddrizzate le falde da un cappellaio, divennero dei bei cappelloni a quattro gobbe. Le tende erano o quelle militari oppure dei teloni mimetici cuciti ("tende arlecchino", come le definiva Silvestro Prigiotti). La staff direttiva del CT 14° era formata da Mons. Coppola e Agatino Sapienza, a cui si unì nel 1946 Vincenzo Chiara (proveniente dal riparto "San Lorenzo" di Firenze, dove collaborava con il C.R. Foggi) su indicazione del Commissario di Città Guzzi.

Il gruppo è composto da una sestiglia di lupetti, tre SSqq. di esploratori ed una pattuglia rover.

 

La disciplina nella parrocchia e quindi nel reparto è rigida. Alla S. Messa domenicale le associazioni vi andavano incolonnate per sesso (le ragazze e le donne da un lato ed i ragazzi e gli uomini all’opposto con in mezzo il corridoio) ed ordinati nelle panche per età. Se qualcuno si distraeva o disturbava il responsabile della fila pensava con maniere spicce a richiamarlo. Una disciplina difficile da accettare oggi. Agli AA.EE. era vietato indossare i pantaloni durante le attività scout in pubblico. Quando si andava sull’Etna ( di solito si partiva a piedi da Belpasso), solo arrivati nei pressi del Rifugio Sapienza, Mons. Coppola poteva togliersi l’abito talare.

 

La divisa attirava senza dubbio i ragazzi. Spesso gli esploratori venivano prestati ad altre parrocchie per far da "cornice" per le funzioni religiose a scapito delle attività e dello stesso spirito scout. Non bisogna infatti dimenticare che un certo tipo di clero, in quel periodo, per ignoranza vedeva negli esploratori un’associazione folcloristica per la divisa militaresca (sino agli anni ’60 saranno in uso le "stellette di anzianità" ed i cordoni per le specialità), che conferiva un certo tono alle funzioni religiose. Nel 1946 fu deciso di partecipare solamente al Corpus Domini ed alla festa della parrocchia. Il fazzolettone di gruppo era blu… a palline rosse, in quanto questa stoffa era a buon mercato e si distingueva nettamente da quello degli altri gruppi.

 

Nel 1946 una rappresentanza del Riparto partecipò al Campo Nazionale esploratori a Roma. Da Catania partirono Nino Piccione, Sapienza, Prigiotti (CT 4°), Pugliesi oltre a capi, e scouts. Quel treno, che lentamente procedeva verso Roma (il viaggio dura ben 48 ore a causa dei danni alla rete ferroviaria), divenne la sede di incontri degli scouts di Sicilia. Uno di questi è Vito Continella, da poco entrato nell’ASCI di Acicatena. Alla stazione di Roma arrivò il gruppo della Sicilia formato da gente stanca ed assonnata che si avvia verso Villa Dora Pamphili, sede del Campo Nazionale.

A sera inoltrata vengono montate le tende. L’alba romana vide un angolo del campo formato da tende pittoresche e variopinte, messe in modo alquanto disordinato. Lo stupore di un responsabile nazionale fu tale da non poter fare a meno di esclamare: "chi sono questi beduini?!". Quanta differenza col gruppo lombardo di Uccellini. Il momento forte del Campo fu la visita al Papa Pio XII a Castel Gandolfo. Si andò con degli autocarri militari. Il Papa ebbe parole di elogio ed incoraggiamento per l’associazione. Alla fine del discorso furono rotte le file e tutti gli scouts lo attorniarono in caloroso abbraccio. In questo periodo si svolse il Campo Regionale a Gibilmanna. Di questa attività rimase famoso il nomignolo "eustachietta" (cioè: rompe le trombe di Eustachio), dato alle cicale di quella zona, molto numerose.

 

Agli inizi del 1947 cominciarono nel gruppo i primi dissidi fra Sapienza e Mons. Coppola. La causa erano le serate di ballo che venivano organizzate il sabato sera in casa, a cui partecipavano i più grandi della parrocchia e le ragazze. Questo tipo di riunioni era considerato dalle "pie dame" della confraternita parrocchiale scandaloso; parere condiviso anche dal parroco. Ad accelerare la rottura contribuì, senza averne colpa, un gruppo di scouts di Malta, ospite in quel periodo presso il Riparto di San Domenico (C.R. Cesare Spagna). Il capo di essi è un frate domenicano, distinguibile dagli altri componenti per avere sulla divisa scout il distintivo di assistente ecclesiastico. Sapienza, colpito dal loro stile, chiese come si organizzassero anche finanziariamente. L’assistente spiegò che ogni sabato sera metteva il salone della parrocchia e disposizione dei ragazzi del quartiere per la serata danzante. Il ricavato di queste serate andava alla cassa di gruppo. Con questo sistema di autofinanziamento si raggiungeva lo scopo di non far disperdere i ragazzi. Questo incontro fu la classica goccia. Poco tempo dopo la rottura fu inevitabile.

 

Sapienza trasferì il riparto presso la… soffitta di casa sua in via Iuvara. Vincenzo Chiara insieme a Vito Continella fondò il Catania 3° in via Teatro Greco (Salesiani); era l’estate 1947. A.E. del nuovo gruppo è padre Rapicavoli, cui subentrerà poco tempo dopo Don Mazzone. Il CT 3° cresce subito numericamente, il fazzolettone è verde con bordo rosso, è composto da un branco, di cui fanno parte Gino Pandolfo e Alberto Vaccino, un Riparto ed un Clan (Chiara, Prigiotti, Puglisi, Piccione, La Torre).

 

Il CT 14°, ridimensionato numericamente, continua le sue attività in questa soffitta, aiutati dal padre di Sapienza che in questa occasione confeziona divise scout. Via Iuvara si trova nei pressi della parrocchia S. Cristoforo, dove giunge nel 1946 padre Giuseppe Carbone come vice parroco (ordinato il 28/6/46). Ex scout nautico dell’ASCI anteguerra, dopo lo scioglimento era rimasto nell’A.C., arruolatosi nella Guardia di Finanza era entrato dopo il congedo in seminario. Padre Carbone assiste il CT 14°. In autunno il riparto scende dalla soffitta allo scantinato. Di questo periodo è da segnalare la costruzione di un ponte di corde nel cortile dell’arcivescovado (costruito dagli scouts del CT 14°), in occasione dell’apertura dell’anno scout.

Ai primi del 1948 Sapienza si laurea in medicina ed il tempo da dedicare alle attività si riduce solo alla domenica mattina. Nel 1948 egli con Chiara, Continella e altri rovers partecipa al Raduno Internazionale Rovers ad Assisi. Dopo questo impegno Sapienza abbandona l’ASCI. Padre Carbone (primo esempio di scout passato al sacerdozio) nello stesso periodo è stato trasferito alla Chiesa S. Giorgio e Dionigi e porta con sé i rimanenti scouts del CT 14°.

In questa piccola chiesa di via Acquicella il riparto, formato dalle SSqq Leoni e Scoiattoli, cambia denominazione. Padre Carbone modifica il fazzolettone, da blu a palline rosse in verde con bordo bianco, in quanto "più gentile" e contemporaneamente da CT 14° a CT 2°. In questa sede vi rimarrà fino al 1950. Nel 1950 padre Carbone ottiene il rettorato della Chiesa monumentale SS. Trinità e si trasferirà con il riparto.

L’ASCI a Catania in questi primi anni è formata dai seguenti gruppi:

 

CT 2° (ex CT 14°): A.E. G. Carbone, Chiesa di San Giorgio e Dionigi, verde con bordo bianco;

CT 3°: A.E. Don Mazone. Continella/Chiara, Salesiani via Teatro Greco, verde con bordo rosso;

CT 4°: A.E. Musumeci, A. Nicotra, Cibali, giallo;

CT 5°: A.E. Don Riggi, Franz Messina, Salesiani viale M. Rapisardi, blu e strisce rosse

(nel 1949 C.R. V. Continella. AA.EE. Don Zuccaro e Don Macchi);

CT 6°: A.E. Mons. C. Trapani O.F.M., Scammato, Ognina, celeste con bordo bianco

(subentra come C.R. De Luca);

CT 11°: A.E. padre Marletta, Ugo Monterosso, Chiesa della Mercede, rosso/blu (si chiuderà nel 1948);

CT 12°: A.E. padre G. Bosco, Nino Guarnaccia, Chiesa Monserrato, ? (subentra come C.R. Messina);

CT 13°: A.E. ?, C.R. ?, Ognina Chiesa S. Lucia;

CT 14°: A.E. padre Coppola. Sapienza/Chiara, Chiesa SS. Cosma e Damiano, blu a palline rosse (1945-1948);

CT 19°: A.E. ?, Gianni Leotta, Chiesa Crocifisso della Buona Morte, ?.

 

Un altro riparto presso il convento S. Domenico (C.R. Cesare Spagna). Si hanno notizie di un riparto al Fortino (p.zza Palestro). Notizie frammentarie di un riparto ad Ognina con A.E. padre Foti (forse il CT 13°?), caratterizzato dall’avere una banda musicale scout in divisa da majorette. Esisteva, anche se durò solo qualche mese, un riparto formato dagli studenti presso il collegio "Leonardo da Vinci" (1947).

 

(Questo quadro spero che risulti fedele al periodo da me esposto,

in quanto le notizie sono frammentarie ed a volte contraddittorie).

 

 


 
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