San Giorgio

il cavaliere

 

 

La figura di san Giorgio viene proposta da Baden-Powell come un vero e proprio modello a cui ogni ragazzo può ispirarsi nel corso della vita Scout. Nei dipingere la figura dello scout come un novello cavaliere, B.-P. non può che richiamarsi al santo cavaliere e invita ripetutamente gli scouts a rifarsi alle eroiche virtù di san Giorgio. In fondo la stessa Legge scout, come rivisitazione degli ideali cavallereschi, trova in san Giorgio il suo modello di “fattibilità”. . Guardando a lui, un esploratore e una guida sanno di poter vivere anche loro la grande avventura di figli di Dio, fedeli e pronti nel com­piere il bene anche superando prove difficili.
In particolare, Baden-Powell intende incitare ogni scout e guida ad impe­gnarsi, con cuore saldo e gioiosa fiducia, come ha fatto san Giorgio, nella lotta contro il male, rappresentato dal Drago della Tentazione, o dalle Difficoltà che gli stanno di fronte. Nella storia di san Giorgio, l’atto di aiutare gli altri è simboleggiato dal liberare la Principessa. Baden-Powell invita ciascuno al sacrificio di sé a servizio del prossimo.

 


San Giorgio Secondo B.-P.

Come Santo Patrono, avevano scelto San Giorgio, perché era il solo Santo che fosse anche un cavaliere. Egli è il Santo Patrono della Cavalleria, ed è particolarmente onorato in Inghilterra. Adesso, san Giorgio è anche il Santo Patrono degli Scouts di tutto il mondo, e quindi tutti gli scouts dovrebbero conoscere la sua storia.

San Giorgio nacque in Cappadocia nell’anno del Signore 303. A diciassette anni si arruolò come soldato di cavalleria, e presto divenne famoso per il suo coraggio. Una volta giunse in una città chiamata Selem: vicino a questa città viveva un dragone al quale si doveva dare ogni giorno in pasto uno degli abitanti, scelto a sorte. Il giorno in cui giunse là san Giorgio, la sorte era caduta sulla figlia del re, Cleolinda. San Giorgio decise che ella non dovesse morire, e così uscì a combattere contro il dragone che viveva in una vicina palude, e lo uccise. San Giorgio era il modello a cui dovrebbe ispirarsi ogni Scout. Quando si trovava di fronte a una difficoltà o ad un pericolo, per grande che fosse (anche sotto forma di dragone) egli non lo evitava, né lo temeva, ma lo affrontava con tutta la forza che poteva infondere in sé e nel suo cavallo.

Malgrado non fosse armato adeguatamente per un tale scontro (aveva semplicemente una lancia) si slanciò sul suo avversario, fece del suo meglio, e alla fine riuscì a superare una difficoltà contro cui nessuno aveva osato cimentarsi. Ed è proprio così che uno Scout dovrebbe fronteggiare le difficoltà e i pericoli, per grandi e spaventosi che possano sembrare, e malgrado che egli stesso possa esser mal equipaggiato per la lotta. Deve andar loro incontro arditamente e fiduciosamente, e usare tutte le sue migliori facoltà per cercare di superarli: e in questo modo è probabile che gli arrida il successo. La festa di san Giorgio è il 23 aprile. In questo giorno, tutti i veri Scouts si fanno un dovere speciale di meditare la Promessa e la Legge scout: ricorda­tevelo, al prossimo 23 aprile. e mandate un messaggio di saluto a tutti i fratelli scout nel mondo.

[Baden-PoweIl, Scautismo per ragazzi, Nuova Fiordaliso, Roma, 1999]

 

 


 

Home